117° anniversario terremoto, Messina ricorda le vittime
Sono le 5:20 del 28 dicembre 1908: trentasette secondi bastarono a cancellare secoli di storia. A 117 anni da quella fatidica alba, il 28 dicembre lo Stretto si ferma per ricordare quella che è considerata la più grave catastrofe naturale europea in tempi storici. Un sisma di magnitudo 7. che, come annotarono gli sbigottiti tecnici dell’Osservatorio Ximeniano di Firenze, produsse tracciati sismici così ampi da superare i 40 centimetri, segnale inequivocabile di una tragedia immane. Il bilancio fu apocalittico: circa 120.000 vittime tra Sicilia e Calabria. Messina vide crollare il 90% dei suoi edifici, inclusi ospedali, caserme e il Comune, perdendo metà della sua popolazione e quasi interamente la propria classe dirigente. Al terremoto seguì un maremoto devastante, con onde alte fino a 12 metri che risucchiarono chi cercava scampo sulla costa. Testimonianze dell’epoca, come quella del futuro Nobel Salvatore Quasimodo — che visse per mesi in un vagone merci — o i racconti popolari dei borghi ionici, descrivono scenari di inaudita desolazione, tra incendi causati dal gas e città ridotte a montagne di detriti. Per onorare questa memoria, l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Federico Basile, con gli Assessori Enzo Caruso e Massimiliano Minutoli, ha promosso un fitto programma di commemorazioni. L’obiettivo non è solo il ricordo del passato, ma la promozione di una moderna cultura della sicurezza. Attraverso momenti di riflessione storica ed esercitazioni di Protezione Civile, Messina riafferma oggi la propria identità: quella di una città ferita a morte, ma capace di risorgere dalle proprie macerie senza mai dimenticare il monito che giunge dal 1908.
